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Roberto Mora

IT: Roberto Mora (Parma, 1964) è un artista e designer la cui carriera si distingue per un’instancabile attitudine alla sperimentazione. Sin dal 1993, si è imposto sulla scena internazionale con una produzione legata al design radicale, trasformando il ferro riciclato in oggetti-opere in bilico tra funzione e distrofia della forma. Celebrato da critici come Alessandro Mendini, Giampiero Mughini e Valerio Dehò, Mora ha esposto i suoi prototipi da Milano a New York, consolidando un percorso segnato dal rigore costruttivo e da un’ironica leggerezza.


Negli ultimi due anni, assecondando un’urgenza creativa definitiva, Mora ha spostato il baricentro della sua ricerca dalla scultura alla pittura pura. Questo cambiamento segna il passaggio dal "peso" del metallo alla "fluidità" dell'alchimia liquida. Definitosi un ricercatore della materia, l’artista indaga oggi la tensione superficiale attraverso l'incontro tra smalti all'acqua e reagenti lipofili (silicone e vaselina), lavorando su supporti contemporanei come il PVC o tele preparate a olio.


La sua attuale produzione, raccolta sotto il titolo "Acquatico", spazia dalla rivisitazione fuori scala dei miti dell'arte alla scomposizione dell'icona tramite lo stencil, fino ad approdare a paesaggi informali e orizzonti verticali. In ogni opera, Mora non impone una forma, ma ne innesca la nascita, governando processi di repulsione chimica che generano trame organiche e cellulari irripetibili. La sua è una pittura dell'imprevisto e della luce, dove l'esperienza del designer si fonde con la libertà del pittore alchimista.

EN: Roberto Mora (Parma, 1964) is an artist and designer whose career is distinguished by a tireless aptitude for experimentation. Since 1993, he has established himself on the international scene with a production rooted in radical design, transforming recycled iron into object-works poised between function and formal dystrophy. Celebrated by critics such as Alessandro Mendini, Giampiero Mughini, and Valerio Dehò, Mora has exhibited his prototypes from Milan to New York, consolidating a path marked by constructive rigor and an ironic lightness.

Over the past two years, indulging in a definitive creative urge, Mora has shifted the focus of his research from sculpture to pure painting. This shift marks the transition from the "weight" of metal to the "fluidity" of liquid alchemy. Describing himself as a researcher of matter, the artist now explores surface tension through the combination of water-based enamels and lipophilic reagents (silicone and Vaseline), working on contemporary media such as PVC or oil-primed canvases.

His current production, collected under the title "Acquatico," ranges from out-of-scale reinterpretations of art myths to the deconstruction of icons through stencils, culminating in informal landscapes and vertical horizons. In each work, Mora does not impose a form, but triggers its emergence, controlling processes of chemical repulsion that generate unique organic and cellular textures. His is a painting of the unexpected and light, where the experience of the designer merges with the freedom of the alchemist painter.

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