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Giulio De Paolis

Nelle opere di Giulio De Paolis, la natura e i paesaggi non sono semplici soggetti da rappresentare, ma luoghi emotivi e simbolici attraverso cui esplora inquietudini, silenzi e dimensioni che si collocano sul confine tra visibile e invisibile.

L’acqua e il colore diventano strumenti di ricerca, in un equilibrio tra controllo e imprevedibilità, presenza e assenza, realtà e immaginazione.

La sua pittura non cerca soltanto di rappresentare ciò che vede, ma di dare forma a ciò che percepisce e che spesso sfugge alle parole.

Il profondo legame con la fotografia ha affinato la sua sensibilità verso la luce, la composizione e il dialogo tra spazio pieno e spazio vuoto, elementi che diventano parte integrante del suo linguaggio pittorico.

Attraverso la trasparenza dell’acqua e la libertà del colore, De Paolis ricerca un equilibrio tra presenza e assenza, lasciando che ogni opera diventi uno spazio di contemplazione e di ricerca personale.

Non cerca di descrivere la realtà, ma di attraversarla, per coglierne ciò che va oltre la superficie.

In Giulio De Paolis’s work, nature and landscapes are not merely subjects to be depicted, but emotional and symbolic spaces through which he explores inner unrest, silence, and dimensions that lie on the boundary between the visible and the invisible.

Water and colour become instruments of exploration, creating a balance between control and unpredictability, presence and absence, reality and imagination.

His painting seeks not only to represent what he sees, but also to give form to what he perceives and what often eludes words.

His profound connection with photography has refined his sensitivity to light, composition, and the interplay between filled and empty space, elements that have become an integral part of his painterly language.

Through the transparency of water and the freedom of colour, De Paolis seeks a balance between presence and absence, allowing each work to become a space for contemplation and personal exploration.

He does not seek to describe reality, but to move through it, in order to capture what lies beyond the surface.

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