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Alessio Miranda

Alessio Miranda nasce a Bojano, in Molise. Fino ai 19 anni è un ragazzo con interessi lontani dalla fotografia. A scuola predilige le materie scientifiche ed è un grande appassionato di sport e musica.

Tra i 19 e i 21 anni la sua vita cambia profondamente, attraversando periodi di grande sofferenza. I suoi interessi mutano radicalmente, mentre la passione per la musica rimane inalterata e continua ancora oggi a influenzare i suoi progetti fotografici, forse più delle letture. Nasce in lui l’esigenza di esprimersi e prova ad avvicinarsi allo studio di alcuni strumenti musicali, ma comprende presto che quel tipo di percorso non fa per lui e lo abbandona.

Successivamente acquista la sua prima macchina fotografica digitale grazie a un lavoro estivo. Ha bisogno di una passione intensa, capace di dargli forza e proteggerlo. Poco alla volta comprende che la fotografia sembra essere fatta apposta per lui. Per circa due anni scatta con il solo desiderio di divertirsi, senza una vera e propria formazione alle spalle.

A 23 anni, affascinato dalle macchine fotografiche a pellicola, inizia a frequentare Francesco Morgillo, un fotografo boianese di grande talento, appena rientrato da un lungo viaggio attraverso il mondo e ricco di esperienze. Acquista una macchina fotografica analogica e, grazie a lui, comincia ad apprendere quelle che diventeranno le basi della sua ricerca artistica.

Frequenta lo studio di Francesco per alcuni anni, per poi decidere di proseguire autonomamente il proprio percorso formativo. Ha così inizio uno studio autodidattico che non si è mai interrotto e che, secondo l'artista, probabilmente non avrà mai fine.

La sofferenza si è notevolmente attenuata, pur non essendo mai scomparsa del tutto. Miranda riconosce in essa, quando presente, una possibile fonte inesauribile di energia creativa, da non ricercare deliberatamente, ma capace di alimentare il desiderio di placarla attraverso la ricerca attenta di immagini sempre nuove.

Nel corso degli anni si dedica a molteplici tematiche fotografiche: dai paesaggi alla natura, attraverso il bianco e nero analogico, dalla fotografia astratta a colori in digitale fino a serie più recenti caratterizzate da motivi geometrici ed elementi che richiamano alla memoria le opere delle grandi avanguardie artistiche del secolo scorso.

Il suo lavoro può essere ricondotto a due grandi insiemi: le fotografie con le persone e quelle senza. Queste due dimensioni rappresentano, da un lato, la sua empatia verso gli altri e, dall'altro, il bisogno e il piacere, talvolta malinconico, della solitudine. Miranda ha sviluppato parallelamente entrambi gli ambiti, riconoscendo in ciascuno una diversa modalità di espressione della propria sensibilità.

Le immagini prive della presenza umana sono paragonate dall'artista a degli specchi, nei quali si riflettono il suo senso estetico e i meccanismi organizzativi della sua mente. Le fotografie con le persone, invece, vengono accostate a delle prede: in questo caso, il suo obiettivo è individuare l'attimo decisivo, quello capace di comunicare nel modo più efficace l'emozione racchiusa in una scena.

Da questi due nuclei di immagini nascono due libri fotografici. Il primo, Sconosciuti non ai desideri, pubblicato nel settembre 2025, è dedicato alle persone. Il secondo, Retrospettiva, pubblicato nel luglio 2026, raccoglie invece le immagini che escludono la presenza umana.

Alessio Miranda ha inoltre partecipato a diverse mostre personali e collettive sul territorio molisano.

Alessio Miranda was born in Bojano, Molise, Italy. Until the age of 19, he had interests far removed from photography. At school, he favoured scientific subjects and was passionate about sports and music.

Between the ages of 19 and 21, his life changed profoundly as he went through periods of intense suffering. His interests underwent a radical transformation, while his passion for music remained unchanged and continues to this day to influence his photographic projects, perhaps even more than his reading. He developed a need for self-expression and tried learning to play a few musical instruments, but soon realised that this type of study was not suited to him and abandoned it.

He subsequently bought his first digital camera with money earned from a summer job. He needed a powerful passion that could give him strength and offer protection. Gradually, he came to understand that photography seemed almost tailor-made for him. For approximately two years, he took photographs simply for the pleasure of it, without any formal training.

At the age of 23, fascinated by film cameras, he began studying under Francesco Morgillo, a highly talented photographer from Bojano who had recently returned from travelling around the world, bringing with him a wealth of experience. Miranda purchased an analogue camera and, under Morgillo’s guidance, began learning the fundamentals that would shape his artistic practice.

He continued to spend time in Francesco’s studio for several years before deciding to pursue his artistic development independently. This marked the beginning of a self-directed course of study that has never stopped and, in his own view, will probably never end.

His suffering has diminished considerably, although it has never disappeared entirely. Miranda recognises that, when present, suffering can become an inexhaustible source of creative energy. It is not something to be deliberately sought out, but it can fuel the desire to find relief through the careful pursuit of ever-new images.

Over the years, he has explored a wide range of photographic themes, from landscapes to nature photography in analogue black and white, from digitally created colour abstractions to more recent series featuring geometric patterns and elements that evoke the works of the great avant-garde movements of the twentieth century.

His work can also be divided into two broad categories: photographs featuring people and those without them. These two dimensions represent, on the one hand, his empathy towards others and, on the other, his need for and melancholy pleasure in solitude. Miranda has developed both strands of his practice in parallel, recognising each as a different means of expressing his sensibility.

He compares photographs without people to mirrors, reflecting his aesthetic sensibility and the organisational mechanisms of his mind. Photographs featuring people, by contrast, are likened to prey. In this context, his aim is to capture the decisive moment, the instant capable of conveying the emotion of a scene as effectively as possible.

These two bodies of work have given rise to two photography books. The first, Sconosciuti non ai desideri, published in September 2025, focuses on people. The second, Retrospettiva, published in July 2026, brings together his other images, those in which human figures are absent.

Alessio Miranda has also participated in several solo and group exhibitions throughout the Molise region.

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